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A. MAJANI | "Scorci di cortile", firmati e datati 1910

I soggetti di vita quotidiana del paese, le figure come i luoghi hanno sempre appassionato Majani. I tagli prospettici e le inquadrature sono frutto di attente considerazioni, mai casuali nonostante sembrino scatti rubati istintivamente. I protagonisti sono i pennuti abitanti dell’aia del casolare, il punto di vista ribassato, ci propone di immedesimarci nel loro sguardo. La datazione, del 1910, riportata insieme alla firma per esteso, colloca questi due dipinti in una fase di piena maturità. Le pennellate si ricompongono dopo la fase più divisionista, le campiture si allargano e le materie si ispessicono nel descrivere le pieghe dei lenzuoli appesi, e gli intonaci delle pareti. Entrambi i dipinti necessitano di una pulitura per poterne definire al meglio la qualità pittorica e cromatica.
Coppia di dipinti a olio su cartoncino.
Provenienza : collezione privata, inediti.

Cenni biografici
“Augusto Majani “Nasica” (Budrio, 30 gennaio 1867 – Buttrio, 8 gennaio 1959), frequentò dal 1889 al 1895 l’Accademia di belle arti di Roma e quindi l’Accademia di Bologna, ove poi insegnò dal 1905 al 1937. Partecipò a numerose mostre internazionali, a Firenze (1896), a Venezia, alla seconda Biennale (con il dipinto Sera d’estate – Impressione), a Torino (1898), alla Mostra internazionale del Sempione a Milano (1906) con Mattino, Vecchie piante, Notturno, a Buenos Aires e Bruxelles, nonché ad alcune Biennali veneziane successive. Majani espone alle mostre della Soc. “Amatori e Cultori” di Roma, nel 1904 con Mattino in montagna, nel 1905 con Vecchi castagni, Quando cala l’ombra dei monti e L’ora della cena, nel 1927 con tre olii. Caricaturista e disegnatore, collaborò a varie riviste ed ebbe un suo atelier a Bologna; così ebbe rapporti culturali con Carducci, Pascoli, Stecchetti, Oriani, Panzacchi, Trilussa, Beltramelli, Ojetti e D’Annunzio. Illustratore popolare, collaborò con “Il Resto del carlino” e numerose altre riviste tra cui ‘Bologna che dorme’ e ‘Novissima’. Sue opere si trovano nelle gallerie civiche di Bologna, Roma, Modena, Firenze, Como, Ravenna. Dal 1905 al 1922 eseguì una serie di vedute dell’Appennino, e dal 1922 al 1950 marine adriatiche. Trasferitosi nel Friuli, dipinse numerosi paesaggi di quella terra. Mostre di rilievo della sua opera si sono tenute a Bologna, nel Circolo Artistico, e presso la galleria L’Ariete (1976).”
Emilio Contini

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Dimensioni 67 × 40 cm
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