Opera autenticata risalente al 1930ca.
altezza 34,5cm
http://www.arceviaweb.it/arcevia/ccsf/ruggeri.html
Quirino Ruggeri Nel 1921 debutta alla Biennale romana con due sculture; nel 1929 è presente alla I Sindacale romana, e Roberto Longhi segnala la sua produzione fra le novità più interessanti presenti in mostra, collocandolo nella corrente egli "irrealisti" insieme, tra gli altri, a Gisberto Ceracchini, Giovanni Ciucci, Riccardo Francalancia. Prende uno studio vicino a quelli di G. De Chirico e V. Guidi e nell’anno successivo, presentato da A. Savinio, espone con il gruppo “Valori Plastici” alla Primaverile fiorentina il bassorilievo La Serena. Negli anni successivi si ritira a Fabriano con V. Guidi, e approfondisce lo studio delle culture primitive (egiziana, indiana, azteca, greca arcaica e romanica) divulgate da Mario Broglio nelle collane enciclopediche di “Valori plastici”. Frutto di questa ricerca rimangono numerosi bassorilievi degli anni venti improntati sulla ricerca di essenzialità e sulla costruzione plastica delle figure. Dopo le prime prove arcaicizzanti, sotto l'influsso della scultura indiana ed egiziana, il lavoro di Ruggeri reinterpreta suggestioni derivate dalla plastica etrusca e romana, fino al romanico e al Quattrocento, che gli conferiscono quel peculiare carattere di "gravità" e severa monumentalità, una solidità architettonica che sembra mirare a una tipizzazione senza tempo Dalla seconda metà degli anni Trenta l'opera di Ruggeri s'involve, invischiata nei modi più esteriori del decorativismo monumentale e celebrativo dell'epoca. Negli anni trenta la sua scultura si orienta su un più marcato naturalismo. Legato da amicizia a R. Longhi e V. Cardarelli, l’artista espone le sue opere in una personale alla Quadriennale del 1935. Muore nel 1955. BIBLIOGRAFIA: R. Longhi, Quirino Ruggeri, in “ Dedalo”, Milano 1927;W. Arslan, Quirino Ruggeri, in “Dedalo” Milano – Roma, a. VII, vol. II 1928 – 1929, p. 316; a cura di G. Appella, F . D’ Amico, Quirino Ruggeri, cat . Mostra, Roma, Modena 1986; A. A. V. V. , Roma anni venti, cat. Mostra, Roma 1990. ESPOSIZIONI: Venezia, 1956 XXVIII Biennale di Venezia, Quirino Ruggeri; Ancona 2004, Atelier dell’Arco Amoroso, Quirino Ruggeri – Ritorno all’ ordine.
(Albacina 1893 – Roma 1955) Tra i principali rappresentanti dei valori classici della cultura plastica figurativa italiana che oscilla tra arcaismo e modernità.
Emigra giovanissimo in America, dove lavora come sarto. Rientrato a Roma intorno al 1920, verso i quarant'anni scopre prepotente la vocazione per la scultura. Studia per circa un biennio con Arturo Dazzi, ma la sua formazione è essenzialmente da autodidatta.